TROMBOSI VENOSA PROFONDA

  • 20/08/2019

TROMBOSI VENOSA PROFONDA

 

TROMBOSI VENOSA PROFONDA E ATTIVITA’ FISICA

IL MECCANISMO VENOSO

Le vene trasportano il sangue al cuore. Il flusso del sangue verso il cuore viene assicurato da due fattori:un sistema di valvole e un’azione di pompaggio dei muscoli. Le valvole assomigliano a delle porte ricurve, situate ad  intervalli, lungo la parete interna della vena. Esse si aprono al passaggio del sangue verso il cuore e si chiudono per evitare che il sangue ritorna indietro verso i piedi. Se sono sane, le valvole si chiudono in modo serrato ( valvole competenti), ma se le valvole sono alterate (valvole incompetenti) non si chiudono bene.

 

VENE PROFONDE E SUPERFICIALI

 

L’azione di pompaggio dei muscoli del polpaccio aiuta a spingere il sangue in alto verso il cuore. Le gambe contengono due tipi principali di vene.
Le vene profonde, situate vicino all’osso, sono circondate da muscoli ed in esse circola l’85% circa del sangue che ritorna al cuore.
Le vene superficiali sono situate al di sotto della cute, sono circondate da scarso tessuto muscolare ed in esse circola il 15% circa del sangue che ritorna al cuore.

 

CAUSE DELLA TROMBOSI

 

La trombosi venosa profonda è un disturbo della coagulazione del sangue. Il processo consiste nella formazione di trombi con blocco parziale o totale della circolazione in una vena profonda, generalmente degli arti inferiori. Quando il ritmo circolatorio rallenta a causa di una malattia, una ferita o per inattività il sangue tende ad accumularsi, e questa stasi ematica rappresenta un ambiente ideale per la formazione dei trombi.

Questo problema può interessare anche soggetti normali, non solo anziani o ricoverati da tempo in ospedale, perché la stasi del flusso sanguigno è data maggiormente dalla stasi dell’organismo stesso o di un singolo arto superiore o inferiore o di entrambi gli arti inferiori.

Può formarsi quindi  un trombo in seguito a:

  • malattie o problematiche che costringono all’allettamento (operazioni chirurgiche, cadute…)
  • fratture, lussazioni che costringono all’immobilità di una zona particolare del corpo, con ausilio di gesso, docce gessate o semi-immobilità come tutori….
  • Viaggi di durata maggiore a 10 ore su mezzi come l’aereo, treno o l’automobile che costringono a stare seduti in posizioni molto scomode e dove il movimento è ostacolato.
  • scarsa attività fisica.
IL BENEFICIO DELL’ATTIVITA’ FISICA:

     

La regolare attività fisica contribuisce a prevenire le malattie cardiovascolari soprattutto quelle da trombosi;

concorre a tenere sotto controllo fattori di rischio relative alle malattie cardiovascolari come ad esempio il peso, la pressione, il colesterolo…

l’esercizio fisico contribuisce a potenziare la resistenza cardiovascolare, la forza muscolare, l’elasticità e il rapporto tra il tessuto muscolare e i grassi. Perché procuri preziosi benefici l’attività fisica deve però essere potenziata non appena la resistenza cardiovascolare aumenta. Esistono due tipi di esercizio quello aerobico e quello anaerobico. Il secondo aumenta la forza muscolare e la resistenza ma contribuisce molto poco alla prevenzione della trombosi. L’esercizio aerobico invece potenzia la capacità del corpo di usare ossigeno per produrre energia (camminate, corse, nuoto, bicicletta )

CAMMINARE: la regola fondamentale per la buona salute delle gambe è quella di tenerle in movimento. Camminare e fare esercizi di flesso-estensione degli arti inferiori tonifica i muscoli e favorisce il ritorno venoso verso il cuore. La deambulazione stimola la cosiddetta pompa muscolare del polpaccio che spinge il sangue verso il cuore.

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