TALLONITE: LA PIÙ UDIATA DAGLI SPORTIVI

  • 18/04/2016

tallonite

 

Il termine tallonite definisce una condizione dolorosa del tallone ed è una patologia molto comune tra gli sportivi.
In ambito medico si è più propensi a utilizzare una terminologia diversa e si preferisce descrivere tale condizione usando termini quali tallodinia e talalgia o locuzioni come dolore calcaneare.
Questa patologia è molto frequente tra le persone che praticano la corsa, il calcio, rugby, pallavolo, basket e in generale in tutti quegli sport che comportano sollecitazioni alla regione calcaneare. Il rischio aumenta con il soprappeso, con la mancanza di allenamento e con l’utilizzo di calzature non idonee. In molti casi, si tratta di vere e proprie lesioni che con il trascorrere del tempo possono alterare la funzionalità del piede e dei tendini.
Le possibili cause di questo dolore possono essere molteplici. Si possono distinguere le cause in traumatiche, metaboliche, patologie tendinee, patologie ossee, neurologiche, fattori congeniti e posture non corrette.
I sintomi della tallonite sono legati al tipo di disturbo che dà origine all’infiammazione. In generale si manifesta come dolore molto intenso quando ci si alza dal letto e ogni qualvolta che ci si rimette in piedi dopo essere stati fermi per molto tempo. Genericamente, si manifesta come dolore, nell’area del tallone e del calcagno, molto intenso la mattina quando ci si alza dal letto e ogni volta che ci si mette in piedi dopo essere stati seduti o fermi per molto tempo. A volte, il dolore è più diffuso ed esterno, in questo caso potrebbe essere una tendinite dell’achilleo.

COSA FARE

Stabilita l’origine dell’infiammazione, attraverso indagini diagnostici come esami radiografici, ecografia e risonanza magnetica nucleare, si possono eseguire diverse terapie. Solitamente è necessario comunque un periodo di riposo del tallone di due settimane. Oltre al riposo, per risolvere l’infiammazione e per correggere i difetti posturali come retropiede valgo o varo, la terapia più efficace è la Tecarterapia insieme all’utilizzo di un plantare ortopedico. Molto utile è lo stretching della fascia plantare e del tendine d’achille per migliorare l’elasticità del tessuto connettivo.

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