OSTEOPATIA E CICATRICI

  • 02/06/2017

osteopatia e cicatrici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Osteopatia e cicatrici

Le cicatrici rappresentano un inestetismo molto frequente nella vita delle persone, questo fenomeno si genera in seguito ad una ferita da trauma, ad una ustione o ad un intervento chirurgico;

è di fondamentale importanza comprendere che non si tratta solo di un inestetismo!

Le cicatrici possono risultare essere attive, perturbanti, patologiche o neurologiche, ovvero, in una certa percentuale di casi problematiche. Le cicatrici possono richiedere l’intervento di un professionista come l’osteopata che con opportune manipolazioni, tecniche fasciali o osteopatia viscerale può affrontare il disturbo.

Quando si verifica una ferita di qualsiasi natura, avvengono 4 fenomeni:

 

– Emostasi, che prevede la fase di emorragia e coagulazione del sangue;
– Infiammazione, che può durare settimane e che vede i neutrofili attivi nella pulizia della ferita dal materiale estraneo;
– Proliferazione, che prevede la produzione di collagene e quindi nuovo tessuto;

-Rimodellamento, che consiste nella riparazione della cute con formazione di una cicatrice (può durare anni). 

Le cicatrici possono creare dei disturbi che devono essere presi in considerazione e opportunamente trattati, come le adesioni e le aderenze tra i piani muscolari, cutanei e fasciali.

Per meglio comprendere l’importanza di una valutazione e di un eventuale trattamento di una cicatrice è necessario conoscere come questo evento agisce in maniera importante sulla fisiologia della Fascia.

La Fascia è una struttura complessa che si trova sotto lo strato del derma. La possiamo immaginare come una “ragnatela” tridimensionale di tessuto connettivo che ricopre tutte le strutture del nostro organismo, dai muscoli, alle ossa, ai visceri, ai nervi ecc. Essa è ben adesa alle strutture che riveste (come un velcro al di sotto della cute) determinando un vero e proprio continuum tra le varie strutture di tutto il corpo.

La fascia svolge diversi ruoli                                                                              

– Controlla la tensione muscolare, dissipandone il tono prodotto e inviando informazioni e movimento a tutti i distretti corporei contemporaneamente; Se lo smistamento di tali forze dovesse incontrare dei freni (cicatrice), l’equilibrio posturale e viscerale andrebbe incontro a disfunzione;
– Facilita il lavoro dei muscoli (come sistema di distribuzione delle forze esercitate dal muscolo)

– È sede di numerosi nocicettori;
– Trasporta importanti informazioni: metaboliche, tensionali, viscerali, dolorifiche, propriocettive;
– Agisce come unica entità, interagendo e compenetrando le seguenti differenti strutture: ossa, muscoli, nervi sangue, linfa e visceri;

Una cicatrice coinvolgendo la parte più superficiale della cute e le fasce sottostanti può determinare una soluzione di continuità di questa struttura connettivale generando sintomatologie molto varie.

Tutto è collegato dalla Fascia e un’alterazione della fascia in un punto può provocare un sintomo non solo nel punto stesso ma, anche a distanza (lombalgie, cervicalgie, cefalee, ecc).

La cicatrice che vediamo esternamente è solo una parte del tessuto cicatriziale che si trova anche nei tessuti sottostanti. Quindi dobbiamo ricordare che nel processo di formazione delle cicatrici si possono creare delle aderenze, una aderenza consiste nella formazione di tessuto fibroso fra tessuti, organi o articolazioni.

Le aderenze

Da un punto di vista fisico/meccanico ogni aderenza cicatriziale limita in qualche modo il movimento dei tessuti dei visceri e delle articolazioni. Ogni aderenza può creare delle tensioni e trazioni fasciali che possono provocare delle interferenze con le catene muscolari che col tempo si ripercuotono a livello generale (postura).  

Una cicatrice non fisiologica e in tensione può entrare in una condizione di irritazione cronica o di perdita di sensibilità. Può accadere che i recettori della cute cicatriziale inviino costantemente dei segnali al Sistema Nervoso al fine di ottenere un aggiustamento posturale per evitare la tensione/trazione tissutale esistente, e quindi assicurarsi una detenzione della cute in quel punto.

L’osteopata, di fronte ad una cicatrice valuta inizialmente la postura del soggetto, in seguito effettua alcuni test di mobilità viscerali e articolari per verificarne la correlazione e, infine, interviene con la tecnica ritenuta più idonea tra massaggio profondo, di scollamento, tecniche miofasciali, osteopatia visceralee tecniche di release (allungamento) del tessuto connettivo ripristinando così l’equilibrio posturale.

Il fine del trattamento osteopatico non è quello di far sparire la cicatrice ma quello di renderla più leggera, più elastica e meno reattiva.

Per maggiori informazioni chiama il centro Physiolife e prendi un appuntamento con il nostro osteopata.

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