MORBO DI OSGOOD SCHLATTER

  • 13/11/2019

MORBO DI OSGOOD SCHLATTER

 

MORBO DI OSGOOD SCHLATTER

Anche nota come Osteocondrosi del tubercolo tibiale, è una condizione dolorosa del ginocchio, che riguarda i bambini nel periodo della crescita, il range di età più frequente è tra gli 8-13 anni nelle ragazzee tra i 12 ed i 15 anni nei ragazzi, colpendo il 21% degli adolescenti che praticano sport.

Nel 20-30% dei casi la patologia si presenta bilateralmente.

CHE COSA E’?

L’osteocondrosi è un processo degenerativo a carico delle ossa, che in questo caso colpisce l’apofisi tibiale anteriore, che è la tuberosità della tibia che si trova proprio sotto al ginocchio.

Attualmente sappiamo che la malattia di Osgood–Schlatter ha caratteristiche autolimitanti e la sua eziopatogenesi è una apofisite da trazione dell’apofisi tibiale anteriore causata dal continuo reclutamento del muscolo quadricipite femorale e del suo tendine rotuleo nella zona inserzionale. Nei giovanissimi il processo di ossificazione della tuberosità tibiale non è ancora completo e lo svolgimento di attività fisiche che prevedono salti e cambi di direzione sottopongono il ginocchio ad un eccessivo stress meccanico. A questa già nota causa, in recenti studi si è dimostrato come anche l’accorciamento del muscolo retto femorale sia uno dei principali fattori associati alla patologia.

A livello della tuberosità tibiale anteriore si inserisce il tendine rotuleo, cioè la struttura che connette la rotula alla tibia.

QUANDO E DOVE SI PRESENTA

I ragazzi fra gli 8 e i 15 anni lamentano dolore nella regione anteriore del ginocchio (tuberosità tibiale e porzione distale del tendine rotuleo) durante le attività che implicano salti e corsa e scompare col riposo.

Solo nei casi più complessi il dolore è presente anche a riposo indipendentemente dall’attività fisica.

In genere è presente durante attività quali corsa e salto dove si carica il ginocchio in flessione, portando ad una contrazione eccentrica del quadricipite. Durante l’esame obiettivo locale si può notare dolorabilità alla digitopressione locale, tumefazione ed ispessimento del tendine rotuleo, infine è possibile notare un ingrossamento della tuberosità tibiale.

ALCUNE CAUSE

In sostanza quando si effettua un salto o un cambio di direzione il muscolo quadricipite si contrae e di conseguenza il tendine rotuleo effettua una trazione eccessiva a livello dell’apofisi tibiale anteriore. Un meccanismo che, ripetendosi più volte, porta ad uno spostamento anteriore dell’apofisi tibiale. Questa tenderà quindi ad ossificarsi fuori dalla sua sede naturale. Da qui, la comparsa della protuberanza. Fortunatamente si tratta di una malattia AUTOLIMITANTE, ovvero che guarisce spontaneamente col raggiungimento della maturità scheletrica (18/19 anni). Nel frattempo occorre modificare (o sospendere, a seconda della gravità dei sintomi) le attività sportive che causano il dolore. Per mantenere la capacità aerobiche, si possono intensificare attività come nuoto o bicicletta che sono meno traumatiche per la zona dolente.

IL TRATTAMENTO

Il processo di trattamento prevede:

  • sospensione dell’attività fisica;
  • riposo parziale;
  • crioterapia locale;
  • fisioterapia e terapie fisiche;
  • se necessario antidolorifici ed antinfiammatori.

 

I processi di guarigione possono essere favoriti da un corretto INTERVENTO FISIOTERAPICO.

Il trattamento prevede la riduzione della tensione muscolare a carico del muscolo quadricipite attraverso stretching e massaggi decontratturanti, lo stretching del quadricipite e della muscolatura posteriore della coscia è utile per mantenere la mobilità articolare e per rendere la guarigione più veloce.

Nella prima fase è importante ridurre il sovraccarico sul ginocchio affetto, quindi è molto indicata l’idrokinesiterapia.

L’INTERVENTO DELLA PREPARAZIONE FISICA

Il rinforzo di quadricipite, ischiocrurali e gastrocnemiodeve essere incluso nel programma riabilitativo poiché un adeguato programma di  rinforzo muscolare è volto ad elasticizzare il muscolo e a bilanciare le forze tra il quadricipite e i flessori della gamba.

Altrettanto importante è individuare e correggere le disfunzioni che alterano la biomeccanica del ginocchio durante l’attività sportiva(come anche nella vita quotidiana), permetterà al tendine rotuleo ed all’apofisi tibiale di essere sollecitati secondo delle linee di forza fisiologiche, rendendo la guarigione dei tessuti più rapida e qualitativamente migliore. Evitare di sottoporre i giovani sportivi a carichi eccessivi durante l’attività sportiva e lo svolgimento di esse su terreni inadeguati.

L’ultima fase è rappresentata dal recupero del gesto sportivo specificoe dalla corsa prolungata su diverse superfici.

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