“MENTE TRANQUILLA” DI UN ATLETA

  • 27/11/2016

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Lo stato ideale della performance è stato studiato da diverse prospettive. Jean Williams and Vikki Krane hanno elencato le seguenti caratteristiche riportate dagli atleti per descrivere questo stato:

  • Assenza di paura, nessuna paura del fallimento
  • Nessun ripensamento o analisi della performance (esecuzione motoria automatica)
  • Attenzione limitata e concentrata sull’attività
  • Sensazione dell’assenza di sforzo, come se si trattasse di un’esperienza non volontaria
  • Sensazione di autocontrollo
  • Distorsione del tempo e dello spazio, per cui il tempo sembra rallentare

In un certo qual modo, questo stato ideale di performance sembra rappresentare tutto ciò che i programmi di psicologia, applicata allo sport cercano di promuovere. C’è un assenza di dialogo interiore negativo, una forte sensazione di efficienza e una concentrazione adattativa sui segnali rilevanti per il compito. Un aspetto importante risiede nel fatto che gli atleti credono nelle proprie capacità e nella propria preparazione atletica e semplicemente ” lasciano che ciò avvenga” senza interferenze da parte dei processi associativi negativi nella corteccia cerebrale. Walter Payton, uno dei giocatori più importanti nella storia della National Football League, ha esemplificato magnificamente questo stato:

Quando gioco a football sono Dr. Jekyll e Mr. Hyde. A volte, quando sono in campo, non so cosa sto facendo laggiù. La gente mi chiede il perchè di un movimento o di un altro, ma io non so esattamente perchè ho fatto una data cosa, l’ho semplicemente fatta. Sono in grado di escludere tutti gli aspetti negativi intorno a me e di annullarmi in quello che sto facendo laggiù. Fuori dal campo ridivento di nuovo me stesso.

 

LE TRE FASI DI UNA PREPARAZIONE FISICA

E’ importante ricordare come questo stato mentale si basi in gran parte su un serio programma di preparazione fisica e su una serie di successi nelle performance atletiche. Secondo il concetto classico di apprendimento delle abilità motorie di Fitts e Posner, l’atleta attraversa tre fasi:

  • Fase cognitiva: è caratterizzata dalla regolazione cosciente e impegnativa del movimento. Ovvero l’atleta deve pensare al compito nei dettagli.
  • Fase associativa: l’atleta deve concentrarsi sul compito ma è meno preoccupato dai dettagli del movimento.
  • Fase dell’automatismo: la mente si rilassa e l’abilità viene svolta automaticamente senza pensarci.

Lo stato ideale di performance è caratterizzato da una “mente tranquilla”, che si dichiara attraverso una minore interferenza della corteccia cerebrale con i centri motori subcorticali e un’esecuzione coerente ed efficiente del compito motorio

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