LA PLAGIOCEFALIA NEL NEONATO

  • 13/11/2018

 

PLAGIOCEFALIA NEL NEONATO

 

 

LA PLAGIOCEFALIA NEL NEONATO

Che cos’è?

La plagiocefalia è una deformazione del cranio del neonato, definita anche funzionale o posizionale poiché dipende da fattori o forze esterne a cui può andare incontro il bambino prima, durante e/o dopo la nascita.

Da cosa è bene distinguerla?

Bisogna differenziarla dalla craniostenosi o plagiocefalia sinostosica o suturale in cui la deformità cranica dipende dalla fusione precoce, ossia prima del tempo fisiologico, di una o più suture craniche. In questo caso si ha un’asimmetria della testa e della faccia del neonato a cui segue anche uno sviluppo anomalo del cervello, con conseguente ritardo mentale. Questo tipo di asimmetria cranica è di appannaggio medico e deve essere distinta dalla plagiocefalia funzionale, non sinostosica (ovvero senza fusione prematura delle suture craniche) di cui sopra, attraverso delle indagini strumentali come l’ecografia o secondo quanto consigliato dal medico.

Quali sono le cause della plagiocefalia funzionale o posizionale?

Tra le eventuali cause elenchiamo: la nascita prematura, la primarietà, un travaglio difficile e/o prolungato, un mal posizionamento fetale alla nascita, come la presentazione podalica, l’uso di forcipe o ventosa, gravidanze gemellari, malformazioni uterine come un utero bicorne. Viene definita anche posizionale perché dopo la nascita, il mantenimento della posizione supina del neonato prolungato nel tempo e quindi non solo durante il sonno (come indicato dall’ “OMS”, organizzazione mondiale della sanità), può contribuire all’appiattimento della parte occipitale del cranio.

È anche vero che non tutti i bambini che vengono posizionati per tanto tempo a pancia sopra sviluppano una plagiocefalia funzionale; ciò a significare che la causa risiede in qualcosa che è accaduto prima.

Cosa può comportare la plagiocefalia funzionale?

Non è ragionevole esprimere con certezza le conseguenze di tipo neurologico e/o cognitivo della plagiocefalia funzionale. Possiamo però dire che il trattamento osteopatico può prevenire non solo le anomalie della forma del cranio ma anche disturbi cranio-facciali come quelli uditivi, visivi, della masticazione, della suzione, della digestione (reflusso gastro-esofageo, rigurgiti a getto frequenti, coliche) del linguaggio, del sonno, ritardi psico-motori, problematiche dell’attenzione ma anche della postura generale, come le scoliosi, e il torcicollo.

L’osteopatia può fare qualcosa?

Sì, l’osteopatia si occupa delle plagiocefalie funzionali o posizionali, utilizzando delle tecniche dolci e non dolorose sul cranio, sul bacino e sulla colonna del bambino.

E i genitori possono aiutare il loro bambino?

Non è da sottovalutare il ruolo dei genitori e quindi la loro gestione a casa del bambino, perché per molto tempo impegnati con il/la figlio/a. Si consiglia loro infatti di cambiare spesso la posizione del neonato, sul fianco, pancia a pancia con la mamma o con il papà, di allattarlo sempre da entrambi le parti, di stimolarlo alla posizione prona sotto l’attenzione del genitore, come nel cambio del pannolino.

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