IL REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO NEL NEONATO E NEL BAMBINO

  • 20/03/2019

reflusso gastroesofageo

 

IL REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO NEL NEONATO E NEL BAMBINO

CHE COS’ È?

Secondo il Nice (National Institute for Health and Care excellence), l’Istituto Nazionale Inglese per la salute e l’eccellenza nella cura, nel neonato è bene fare una distinzione tra “Reflusso gastro-esofageo (RGE)” e “Malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE)”.

Secondo le loro linee guida, il reflusso gastro-esofageo (RGE) è molto comune nei neonati, circa il 40% ne soffre; solitamente insorge prima delle 8 settimane di vita e gli episodi sono abbastanza frequenti (circa 6 o più al giorno); generalmente con il tempo diventa meno frequentee nel 90% dei casi scompare prima del primo anno di vita; non necessita di trattamenti o ulteriori accertamenti medici.

La malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) invece richiede più attenzione e i genitori devono ricorrere al medico nel caso in cui il bambino presenti questi sintomi, tipici della malattia: il rigurgitodiventa persistente e a gettoe compare durante tutto il primo anno di vita; il materiale rigurgitato ha un colore verde o giallo-verde per la presenza della bile, o rosso per eventuali perdite di sangue; il bambino è malnutrito, ha difficoltà nella crescita e si verifica una perdita di peso; si manifestano inoltre esofagite, apnee e/o broncospasmo.

A COSA PUÒ ESSERE DOVUTO?

Il corpo possiede delle barriere antireflusso che a volte nel neonato non assolvono bene la loro funzione, a causa di alterazioni posturali del bambino, di deformazioni del cranio alla nascita (vedi plagiocefalia), di torcicollo congenito o di una nascita prematura.

 I dimorfismi posturali nel neonato possono essere dovuti a:

  • malposizioni del feto stesso nell’utero materno (per esempio a causa di un non corretto allineamento o giusta mobilità del bacino e/o delle anche della mamma);
  • gravidanze gemellari o multiple;
  • traumi da parto (ad esempio qualora si utilizzi il forcipe o la ventosa o la manovra di Kristeller, in cui l’ostetrica spinge energicamente sulla pancia della mamma in caso di difficoltà nella fase espulsiva del feto);
  • parti cesari, parti troppo veloci, complicati e di urgenza.
COME SI MANIFESTA?

Nei neonati il reflusso può manifestarsi immediatamente dopo la poppata o anche dopo un’ora, un’ora e mezza da essa, sotto forma di rigurgito che può scivolare anche di lato alla bocca del bambino. In generale, il neonato non mangia molto, dorme poco, è irritato, piange molto, mastica e deglutisce continuamente, tira fuori la lingua, produce molta saliva, non sopporta di stare sdraiato, sta bene solo in braccio o in posizione verticale e a volte si piega all’indietro.

COSA PUÒ FARE L’OSTEOPATIA?

L’osteopatia si occupa del reflusso gastro-esofageo attraverso tecniche semplici e dolci che mirano a trattare non i sintomi ma le cause che sono a monte del problema ovvero quelle descritte precedentemente, che riguardano in particolar modo le alterazioni posturali del bambino.

QUALI SONO I CONSIGLI UTILI PER I GENITORI?

Dopo la poppata è bene tenere il bambino in posizione verticale per facilitare la discesa del bolo e quindi il ruttino; in caso di reflusso comunque è bene prediligere almeno nei primi tempi la posizione verticale in braccio piuttosto che quella sdraiata. Evitare di dondolare o scuotere il neonato soprattutto dopo che ha mangiato. Alla mamma si consiglia di allattare a richiesta per impedire che il bambino si riempia troppo e quindi tendi a vomitare per eccesso di latte. È bene infatti non far passare troppo tempo tra una poppata e l’altra, perché il bambino poi giunge al seno affamato e succhia con voracità facilitando il vomito. Si consiglia di proporre il seno ogni volta lo richieda, anche se il bambino ha poppato da poco perché probabilmente succhierà non per mangiare ma per calmarsi. Per questo di solito non si suggerisce di sospendere l’allattamento al seno perché è raro trovare un’intolleranza al latte materno e comunque deve essere accertata dal medico.

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