DISTORSIONE CAVIGLIA

QUALI SONO LE CAUSE

Le distorsioni di primo grado, le più lievi, sono caratterizzate da uno stiramento dell’apparato capsulo-legamentoso; non sono riscontrabili rotture. L’infortunio non è tale da causare instabilità; sono riscontrabili generalmente una leggera tumefazione e un lieve versamento emorragico sottocutaneo. La dolenzia è moderata e localizzata.

Nelle distorsioni di secondo grado si verifica una rottura parziale del legamento peroneo-astragalico anteriore; sono presenti tumefazione con ecchimosi ed ematoma a livello perimalleolare causato dalla rottura del vaso che decorre con il legamento peroneo-astragalico anteriore. La dolenza è di media intensità; l’instabilità è di grado modesto.

Le distorsioni di terzo grado sono quelle più gravi e determinano instabilità severa; la rottura dei legamenti è completa e sono necessari trattamenti importanti quali l’apparecchio gessato o, addirittura, l’intervento chirurgico. I legamenti coinvolti sono il peroneo-astragalico anteriore, quello posteriore e il peroneo-calcaneare. È generalmente presente un’importante fuoriuscita ematica.

I sintomi di una distorsione alla caviglia possono variare a seconda del grado di gravità dell’infortunio; in linea generale sono più o meno presenti dolore nella zona laterale della caviglia, gonfiore, tumefazione della parte, instabilità nella deambulazione, diminuzione della funzionalità del piede, zoppia e, nei casi di maggiore gravità, impossibilità a caricare il peso del corpo sull’arto coinvolto.

TRATTAMENTO

Il primo trattamento terapeutico che bisogna adottare quando ci si trova di fronte ad una distorsione di caviglia, a prescindere dalla gravità della lesione, è quello di cercare di ridurre il dolore e la tumefazione articolare.

Nelle lesioni di I e II grado si attua, solitamente, un trattamento funzionale che consiste nel riposo a letto per 48/72 ore, l’applicazione di ghiaccio in maniera continua oppure ogni ora per 10′ a seconda che si voglia ottenere una azione analgesica oppure favorire la riduzione dell’ematoma attraverso la vasocostrizione indotta dal freddo. Utile una fasciatura a compressione elastica e al mantenere l’arto in posizione elevata.

Trascorso tale periodo se il quadro clinico lo consente (lesione stabile di I – II grado) si inizia la fisioterapia associata alla rieducazione funzionale, che consiste inizialmente nell’esecuzione di movimenti passivi, esercitazioni in acqua ed esercizi isometrici.
Dopo circa sette giorni, si incoraggia il carico e viene effettuato un bendaggio funzionale (oppure viene utilizzato un tutore semirigido) da mantenere durante la deambulazione.
Quando il carico è libero e senza dolore si iniziano i movimenti attivi e contro resistenza integrati dalla ginnastica in acqua e dalla ginnastica propriocettiva; questa tecnica, attraverso l’uso di tavolette ad appoggio instabile sulle quali l’atleta deve imparare a rimanere in equilibrio, crea condizioni di potenziale instabilità capaci di allenare i complessi meccanismi deputati al controllo neuromuscolare della stabilità articolare
In questo quadro distorsivo c’è bisogno di un trattamento più complesso e articolato che, presso il nostro centro prevede un pacchetto multiarticolato con terapie fisiche, manuali, idrokinesiterapia etc.
Il trattamento ortopedico consiste nella immobilizzazione della caviglia in un gambaletto gessato o in un tutore a stivaletto con piede in posizione neutra. Tale immobilizzazione sarà mantenuta per 4-5 settimane, successivamente la persona infortunata si sottoporrà, alla rieducazione funzionale come per le lesioni di I – II grado.
Il trattamento ortopedico offre senza dubbio maggiori garanzie del trattamento funzionale, ma prevede tempi di recupero più lunghi con il rischio di rigidità articolari.

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