STRUTTURA OSSEA ANCA

L’articolazione dell’anca (o coxo-femorale) è una tipica enartrosi (articolazione mobile -diartrosi-, le cui superfici articolari sono costituite da una forma sferica o semisferica e da una concavità a sua volta sferica) che unisce il femore all’osso dell’anca.  L’osso dell’anca vi concorre con una cavità articolare quasi emisferica, l’acetabolo, e il femore con la testa femorale.

Analogamente a quanto accade nell’articolazione nell’articolazione della spalla, le superfici articolari non sono perfettamente corrispondenti. Un cercine glenoideo, il labbro dell’acetabolo, provvede ad ampliare la superficie della cavità e a renderla idonea a contenere la testa del femore. A differenza del labbro glenoideo dell’articolazione della spalla, che non ha altra funzione se non quella di ampliare la corrispondente cavità, il labbro acetabolare ha un’importante ruolo nell’unione tra femore e anca è quindi un mezzo di contenimento dell’articolazione.

Non tutta la cavità glenoidea prende parte diretta all’articolazione; nel suo centro, infatti, si trova una depressione quadrilatera, la fossa dell’acetabolo, non rivestita di cartilagine articolare, ma di periostio. Da questa fossa parte un legamento, a sezione rettangolare, il legamento rotondo del femore, che va a terminare sulla fovea capitis della testa femorale. Il labbro acetabolare inoltre passa a ponte sull’incisura dell’acetabolo, convertendola in foro.
Si tratta di un’articolazione che deve sopportare carichi notevoli e che al tempo stesso deve essere ampiamente mobile.
La superficie sferica concede ampia libertà di movimento sui vari piani, mentre la stabilità è assicurata da una capsula articolare estremamente robusta, che origina dalle superfici laterale e inferiore del cingolo pelvico fino alla linea intertrocanterica e la cresta trocanterica del femore, includendo sia la testa che il collo del femore.

Quattro larghi legamenti rinforzano la capsula articolare, di cui tre rappresentano porzioni ispessite dalla capsula:

sono i legamenti di rinforzo longitudinali: Ileofemorale, Ischiofemorale e Pubofemorale.

Accanto a questi si descrive la zona orbicolare che è un fascio di rinforzo profondo, con fibre ad andamento trasversale. e dal legamento rotondo.

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