OSTEONECROSI

L’osteonecrosi asettica della testa femorale è una patologia caratterizzata da un’alterazione della vascolarizzazione dell’epifisi femorale che comporta un progressivo cedimento dell’osso subcondrale con deformazione della testa femorale e quindi una rapida degenerazione dell’articolazione dell’anca. La patologia non ha predilezione di sesso e risulta bilaterale nel 60% dei casi. L’età media di insorgenza è stimata intorno ai 39 anni con una maggiore incidenza nella quarta e quinta decade. Spesso alla base di questa patologia troviamo una terapia steroidea cronica, una radioterapia pelvica per la cura di patologie neoplastiche, o un sovraccarico polare della testa del femore.

DIAGNOSI

Molti disturbi possono provocare dolore alle articolazioni. Esami radiografici possono aiutare a formulare una corretta diagnosi.
Raggi-X. Nelle prime fasi di necrosi avascolare, i raggi X di solito appaiono normali. Ma i raggi X possono spesso rivelare alterazioni ossee che si verificano in fasi successive della malattia.

  • Risonanza magnetica (MRI). La risonanza magnetica può mostrare i cambiamenti nelle prime fasi del tessuto osseo che può indicare necrosi avascolare.
  • Scintigrafia ossea. Per una scintigrafia ossea, una piccola quantità di materiale radioattivo viene iniettato in vena

TRATTAMENTI

L’obiettivo terapeutico per la necrosi avascolare è quello di prevenire l’ulteriore perdita ossea. Quale trattamento dipende dalla quantità di danno osseo già presente. Fasi iniziali di necrosi avascolare possono beneficiare di un trattamento più conservativo, mentre fasi successive potrebbero richiedere un intervento chirurgico.

TERAPIE ED ESERCIZI

Riposo. Ridurre la quantità di peso e lo stress sulle ossa colpite può rallentare il danno di necrosi avascolare. 

Alcuni esercizi possono aiutare a mantenere o migliorare la gamma di movimento.
Il primo obiettivo è quello di eliminare rapidamente il dolore all’anca con terapie strumentali di ultima generazione come la Tecarterapia, che aumenta il flusso sanguigno attivando un ricambio cellulare e scaldando in profondità il muscolo; come il Laser ad alta potenza per la sua azione antinfiammatoria e antidolorifica.
Queste, e altre terapie d’eccellenza come l’Ipertermia, togliendo il dolore e l’infiammazione, consentono di recuperare gradualmente e in modo corretto la mobilità dell’anca, togliendo i compensi e potenziando attivamente i muscoli che stabilizzano l’articolazione. Una delle tecniche di lavoro che usiamo praticamente sempre nella riabilitazione dell’anca è l’Idrokinesiterapia. La riabilitazione in acqua infatti, ci consente di muovere più facilmente e in totale sicurezza l’anca.

PROCEDURE CHIRURGICHE

Decompressione del nucleo. In questa operazione, il chirurgo elimina parte dello strato interno del tessuto osseo. Questo può alleviare la pressione all’interno delle ossa, riducendo il dolore.

Trapianto di midollo (trapianto). Durante questa procedura, il chirurgo prende ossa sane da un’altra parte del tuo corpo e crea impianti in zona colpita da necrosi avascolare.

Rimodellamento osseo (osteotomia). Questa procedura rimodella l’osso per ridurre la quantità di zona colpita da necrosi avascolare.

Sostituzione dell’articolazione. Se l’osso malato è già crollato o altre opzioni di trattamento non stanno aiutando, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico di sostituzione. L’intervento di sostituzione comune sostituisce l’articolazione con una artificiale. Essa richiede mesi di recupero.

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