FRATTURA DELLO SCAFOIDE DELLA MANO

  • 26/05/2016

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Lo scafoide è una delle otto piccole ossa del carpo che costituiscono il polso. La frattura dello scafoide è solitamente causata da una caduta in cui la mano viene protesa in avanti a protezione con il polso iperesteso e con l’atterraggio sul palmo della mano. Questo tipo di frattura si verifica in persone di ogni età, compresi i bambini. L’infortunio avviene spesso durante l’attività sportiva o in seguito ad incidente automobilistico. In caso di trauma, generalmente si avrà una frattura singola dello scafoide, ma non è esclusa una frattura delle ossa vicine. L’osso scafoide è uno dei più grandi delle ossa carpali e si trova sul lato del pollice del polso. e più facilmente va incontro a frattura perché in caso di caduta è il primo che appoggia a terra e si trova in una posizione in cui convergono molte forze esterne. Il 90% circa delle lesioni ossee del polso sono a carico dell’osso navicolare che è fondamentale per la stabilità e la dinamica della mano, mentre le altre 7 ossicine del carpo sono raramente interessate da lesioni. Solitamente, la frattura dello scafoide causa dolore e gonfiore alla base del pollice che può peggiorare quando si muove il pollice o il polso o quando si cerca di afferrare degli oggetti. Possono comparire alcuni lividi o gonfiore intorno al polso sul lato interessato. Può accadere che il paziente possa avere minimi dolori e il trauma scambiato per una semplice distorsione.

COSA FARE

Si consiglia sempre, in qualsiasi dolore post traumatico al polso che non migliora entro un giorno, si recarsi da un medico al fine di escludere una frattura dello scafoide. Il medico accerterà il tipo di trauma e procederà con la scelta del trattamento più indicato. Se la frattura è scomposta si procede con l’intervento chirurgico. Il ruolo della fisioterapia in questo tipo di trauma risulta fondamentale per il recupero completo. Dopo l’eventuale rimozione del gesso o del tutore, si procede con una cauta chinesiterapia per il recupero del movimento del polso. Per ridurre l’edema e l’infiammazione solitamente si procede con la Tecarterapia, il laser, e l’ipertermia.

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