LE ORIGINI


CUPPING COLOR THERAPY consiste nell’aspirare la pelle e i tessuti sottostanti creando una pressione negativa all’interno di coppette.

Questa tecnica ha origini antichissime, infatti ci sono dei ritrovamenti preistorici confermati da conoscenze di tribù amazzoniche, che usano la coppettazione per aspirazione di pus e foruncoli. Le prime tecniche di questa pratica vedevano l’utilizzo dei corni di animali che venivano tagliati e scavati, si praticava un buco alla sommità attraverso il quale si poteva succhiare via pus o sangue dopo un incisione praticata con un coltello.

cupping color therapy

COME FUNZIONA


Oggi le coppette si appoggiano sulla pelle della persona che si sottopone al trattamento e attraverso un manipolo aspiratore che viene appoggiato sulla parte apicale della coppetta, dove è presente una valvola, si aspira l’aria creando una pressione negativa che viene gestita tenendo presente una serie di fattori specifici sia della finalità sia delle caratteristiche della persona.

Attraverso l’effetto del vuoto, il contenitore aderisce alla pelle. Le coppette vengono lasciate dai 5 ai 10 minuti, nel corso di sedute che avvengono con regolarità quotidiana o settimanale.

In base all’obiettivo terapeutico che si vuole raggiungere, possiamo distinguere due tecniche di intervento. La prima consiste nel mantenere fisse le coppette su alcuni punti. Con la seconda tecnica, invece, le coppette vengono fatte scivolare lungo la pelle mediante l’applicazione di olio o gel.

Il Nutrizionista, in particolare, spiega al paziente quali sono i suoi bisogni fisiologici e lo aiuta ad avere un legame positivo con il cibo sia in termini di quantità che di contenuto di nutrienti.

Inoltre l’uso della bioimpedenziometria è molto utile sia per monitorare stato di idratazione e di nutrizione che consentire una valutazione della composizione corporea (dati indispensabili ad una corretta gestione).

QUALI BENEFICI


Ci sono recenti studi (Park A 2016; Chen B 2015; Tham L 2006) che dimostrano un potenziale effetto antidolorifico derivante dalla coppettazione, la quale stimolerebbe il rilascio di oppioidi endogeni ad azione analgesica.
Una revisione sistematica (un riassunto di tutti gli studi scientifici su un determinato argomento) ha dimostrato una maggiore riduzione del dolore in pazienti con dolore cronico che effettuavano la coppettazione rispetto alla riduzione ottenuta da quelli che assumevano un farmaco antidolorifico (Huang C 2013). La coppettazione sembra essere utile anche per ridurre il dolore al collo, il dolore da ernia discale e il dolore alla spalla (Chi 2016; Teut 2012).

CONTROINDICAZIONI


È, come detto, una pratica sicura, almeno nella sua versione occidentale a secco.
Ci sono però delle controindicazioni all’uso, ad esempio dovrebbe essere limitata nelle persone che soffrono di sbalzi di pressione sanguigna, che hanno la pelle molto sottile, che hanno disordini del tessuto connettivo e in presenza di tumori, fratture o ferite da taglio aperte.

In generale, è fondamentale affidarsi alle mani esperte di un fisioterapista o di un medico, che sia in grado di valutare l’opportunità di utilizzare questa terapia.

In PHYSIOLIFE la formazione è imprescindibile, il personale è regolarmente formato su ogni tecnica utilizzata ed in continuo aggiornamento attraverso l’interscambio con colleghi e medici che operano in tutt’Italia e non solo.

Successivamente si è passati alla lavorazione del bambù per creare le coppette, poi il vetro che era sicuramente un materiale importante ma aveva il problema di rotture in caso di caduta della coppetta stessa.
Le coppette in plastica rappresentano la fase ultima dell’evoluzione e la Color Cupping Therapy ( CCT ) ne è l’evoluzione.
Gli antichi Egizi furono i primi ad usare la coppettazione. Il papiro di Ebers, il testo medico più antico (1550 a.c.), descrive la coppettazione come tecnica per rimuovere corpi estranei dal corpo.
La coppettazione ha fatto parte fino all’inizio del 900 del bagaglio terapeutico del medico ed era una pratica chirurgica.
I costrutti teorici alla base della coppettazione differiscono notevolmente tra la pratica della medicina cinese tradizionale e la pratica della medicina occidentale.
Per la medicina cinese, la coppettazione si effettua creando prima delle piccole incisioni sulla pelle che permettono il sanguinamento e poi aspirando tramite coppette il sangue e le relative tossine. Al contrario, la medicina occidentale utilizza la coppettazione a secco ovvero senza nessun tipo di incisione della pelle, ai fini di muovere i tessuti e richiamare sangue nella zona dolente.
Atleti di altissimo livello come Phelps utilizzano la coppettazione come metodo di recupero del dolore muscolare, affermando di trarne grosso beneficio.

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