ALLENAMENTO FUNZIONALE

  • 05/08/2017

ALLENAMENTO FUNZIONALE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALLENAMENTO FUNZIONALE

“Alcuni vedono le cose così come sono e si chiedono perché.

Altri sognano cose che non sono mai esistite e si chiedono perché no.”

G.B.Shaw

COSA E’?

L’ Allenamento Funzionale o “Functional Training” può essere definito come allenamento finalizzato a migliorare il movimento dell’uomo. Un esercizio si definisce funzionale quando imita o riproduce in parte o nella sua interezza i gesti utili alla quotidianità oppure un gesto atletico.

Il concetto di funzione utilizza un approccio integrato (opposto ad “isolato”). Implica il movimento di più parti del corpo ed il movimento si svolge su più piani.

Per preparare un programma di allenamento efficace, occorre allenare le capacità fondamentali di movimento prima di allenare le abilità specifiche dello sport.

COME VIENE APPLICATO

Si parte dal proprio corpo considerato come sovraccarico (mediante sbarre per trazioni o per parallele, piegamenti a terra, balzi pliometrici, ecc) fino ad arrivare ai mezzi di circostanza quali massi, tronchi, ruote, funi, catene, passando per tutti gli attrezzi convenzionali quali kettlebell, palle mediche, elastici, ecc.

Contrariamente ad altri metodi di allenamento più selettivi, l’allenamento funzionale ha come finalità lo sviluppo globale di tutte le principali capacità motorie, ossia le capacità condizionali (forza, resistenza, potenza), le capacità coordinative (equilibrio, controllo motorio e posturale, agilità, adattamento motorio) e la flessibilità articolare. Tuttavia, la ginnastica funzionale deve rispettare almeno alcuni (se non tutti) tra i seguenti principi per essere considerata tale:

– capacità nell’utilizzare le forze di reazione (al suolo, in acqua, in aria);

– trasmissione delle forze attraverso i segmenti corporei;

– consapevolezza e costante controllo della postura di tutti i segmenti ossei e delle articolazioni durante ogni movimento;

– esecuzione di ogni movimento in catena cinetica e massima sinergia muscolare;

– coinvolgimento dei tre piani di movimento nello spazio (frontale, sagittale, trasverso);

– stimolazione dei recettori propriocettivi (riducendo la base di appoggio o utilizzandone una instabile);

– attivazione dei muscoli del core, fondamentali nella gestione delle catene muscolari, fungendo da congiunzione tra arti inferiori e superiori;

– ricerca della reattività considerata come reazione immediata ad un evento improvviso

SCHEMI POSTURALI PRIMITIVI

Un altro aspetto importante verso cui si concentra l’allenamento funzionale, è la sollecitazione degli schemi posturali primitivi (primitive movement patterns), ovvero i gesti che l’uomo ha perfezionato nella sua evoluzione, relativi alle sue necessità fondamentali. Essi possono essere inquadrati nelle seguenti otto categorie di gesti motori complessi:

  • Roll & Twist (Rotolamenti e Torsioni)
  • Pull (Trazioni)
  • Press (Spinte)
  • Slam (lanci)
  • Locomotion (locomozione)
  • Lift (sollevamenti di oggetti)
  • Carry (trasporto di oggetti)
  • Squat (accosciate, affondi)

Mentre i quattro pilastri dell’allenamento funzionale sono:

  1. Catene cinetiche funzionali
  2. Propriocettività meccanica e controllo motori (prorpiocezione e coordinazione motoria)
  3. Attività della cintura addominale (core training)
  4. Similitudine o uguaglianza alla struttura di movimento naturale (movimento globale del corpo).

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