PREPARAZIONE FISICA

COS’È LA PREPARAZIONE FISICA

Per Preparazione Fisica si intende il processo compiuto dall’atleta al fine di migliorare la prestazione sportiva tramite l’allenamento, il quale è un processo il cui fine è quello di intervenire, in modo organizzato, verso la pratica sportiva finalizzato per poter ottenere le migliori prestazioni nell’ambito di una competizione.

Vengono allenate:

CONTATTI

ABILITÀ COORDINATIVE

  • Equilibrio
  • Capacità di differenziazione
  • Orientamento
  • Capacità di Adattamento
  • Capacità di Reazione
  • Senso del Ritmo

CAPACITÀ CONDIZIONALI

  • Rapidità
  • Forza
  • Resistenza
  • Mobilità Articolare

Per PHYSIOLIFE la preparazione fisica diventa anche un momento di formazione della persona per lo svolgimento di compiti specifici legati alla post-riabilitazione e alla pratica sportiva nei diversi livelli in cui si attua, quindi presenta sempre una notevole dimensione pedagogica e psicologica che non deve essere mai trascurata.

Lo stimolo allenante (il carico) porta a una variazione dell’equilibrio biochimico dell’organismo (variazione dell’omeostasi) quindi il corpo reagisce con un adattamento, dal quale risulta un migliore stato funzionale. Per controllare e gestire correttamente l’allenamento, e quindi organizzare gli stimoli dei carichi in una sequenza che non sovraccarichi l’organismo, è indispensabile una esatta conoscenza del carico delle singole sedute di allenamento e dell’effetto della loro sommatoria.

In PHYSIOLIFE, il Preparatore Fisico è la figura professionale preposta a curare e gestire la fase di post-riabilitazione, la preparazione motoria fisica generale, specifica, di squadra ed individuale degli atleti praticanti sport agonistici e amatoriali, per persone che hanno subito un infortunio o per il semplice fatto di ricevere uno stato di benessere psico-fisico. La sua attività consiste nel programmare e realizzare allenamenti mirati con i giusti carichi e tempi di recupero che consentano agli atleti di raggiungere la condizione fisica ideale, prevenire gli infortuni caratteristici o ritornare ai livelli espressi prima dell’infortunio.Nel centro PHYSIOLIFE prima di iniziare la preparazione fisica, si effettua il Test FMS (Functional Movement Screen).

 

COS’È IL FUNCTIONAL MOVEMENT SCREEN

L’FMS studia schemi di movimenti fondamentali nel tentativo di determinare il punto debole del movimento di una persona. Grazie all’ FMS si potranno determinare le aree di ipo-mobilità articolare, le limitazioni e le asimmetrie di movimento ed eventualmente correlarle. Se l’FMS dimostra delle insufficienze nei 7 Test, allora un analisi più dettagliata sarà necessaria. Il Functional Movement Screen è composto da 7 Test che richiedono un equilibrio tra mobilità e stabilità. le sequenze motorie utilizzate nei test sono dei movimenti basilari e sono in grado di dimostrare agli occhi di professionisti sanitari e dell’allenamento le eventuali asimmetrie, squilibri e debolezze della persona che effettua il Test.

LE FASI DELLA PREPARAZIONE FISICA

  • Atletica
  • Forza
  • Potenza

Nella PREPARAZIONE FISICA abbiamo individuato 3 fasi progressive ognuna delle quali con un programma specifico che accompagnerà la persona nel percorso di miglioramento delle proprie capacità motorie

ATLETICA

La prima fase della preparazione fisica detta ATLETICA avviene subito dopo la riabilitazione e il Test FMS e corrisponde ad un adattamento anatomico.
L’obiettivo di questa fase di riatletizzazione è abituare progressivamente i muscoli e i tendini a sforzi crescenti, modulando e aumentando i carichi nei successivi allenamenti personalizzati a seconda della persona che si ha davanti. Una buona soluzione per proseguire con la preparazione può essere quindi un circuito funzionale, senza uso di attrezzature particolari, ma solo con carichi naturali.

 

FORZA

Terminata la prima fase e solo dopo aver svolto questo importante lavoro di adattamento muscolare, possiamo cominciare la seconda fase, in cui agli esercizi oltre al carico naturale si aggiunge un carico esterno, pesi, kettlebell, attrezzi isocinetici, per allenare l’Ipertrofia muscolare

LEGGI DI PIÙ

L’ipertrofia muscolare è un aumento delle dimensioni delle fibre muscolari e quindi della massa muscolare, osservato quando un muscolo raggiunge un diametro maggiore o una maggiore sezione trasversale (diametro trasverso dei muscoli), mentre il numero di cellule rimane uguale. Attraverso l’esercizio fisico, il lavoro muscolare con carichi di lavoro porta ad un aumento della massa muscolare mediante questo adattamento biologico.

A livello cellulare, nell’ipertrofia muscolare le proteine contrattili Actina e Miosina aumentano di dimensioni e il muscolo cardiaco (miocardio) che lo scheletro si adattano a regolari stimoli di allenamento con carichi di lavoro crescenti che superano la capacità di carico iniziale.

Con l’allenamento di tipo eccentrico, in cui il muscolo è sovraccaricato e allo stesso tempo si allunga, le cellule muscolari raggiungono anche i sarcomeri (la più piccola unità funzionale delle fibre muscolari) longitudinalmente, aggiungendo così lunghezza anche alla lunghezza della fibra muscolare. In questa fase del nostro allenamento andremo a ricercare il numero massimo di raccolta di fibre contrattili e di unità motorie, andando ad aumentare la fatica. È importante notare che la forza guadagnata nel primo paio di mesi di allenamento mirato a creare l’ipertrofia muscolare è principalmente data dagli adattamenti neurali. Nelle fasi iniziali del programma di allenamento, il muscolo acquisisce un maggiore input neurale, denominato unità neurale (neural drive). Alla base di questo maggiore input neurale sono i modelli di reclutamento delle unità motorie dei tipi di fibre muscolari. Ogni unità motoria rappresenta un singolo nervo e le numerose fibre muscolari che innerva. L’obiettivo successivo sarà di incrementare la Forza. Nonostante la definizione largamente condivisa della forza come capacità di esprimere una forza esistono notevoli divergenze sui metodi di misurazione della forza. Il peso che una persona è in grado di sollevare è probabilmente il metodo più tradizionale di misurazione. Gli sviluppi tecnologici hanno reso popolare l’uso dei test isometrici della forza e, più recentemente, dei test isocinetici. Tutti gli sport prevedono un’ accelerazione del corpo e, nel caso di alcuni sport, anche di un attrezzo( ad esempio la mazza da baseball, il giavellotto, la racchetta da tennis). L’accelerazione è associata alla forza di resistenza, come illustrato dalla seconda legge di Newton:                                  

Forza = Massa x Accelerazione

A causa delle differenze individuali nella capacità di esprimere una forza a diverse velocità, i punteggi relativi alla forza ottenuti nei test di resistenza isometrici a bassa velocità potrebbero avere un valore limitato nel prevedere il rendimento negli sport, come il tennis o la pallamano, che prevedono l’accelerazione ad alta velocità.

Questo è il motivo per cui Knuttgen e Kraemer hanno suggerito una definizione più inclusiva della Forza: La massima forza che un muscolo o un gruppo muscolare può generare a una specifica velocità. La forza è l’elemento chiave in molte discipline, ma a svolgere un ruolo determinante è il tipo specifico di forza richiesto dallo sport scelto.

La capacità di sviluppo della forza dipenderà quindi dai diametri trasversi dei muscoli interessati (dal diametro dei filamenti di miosina-ponti trasversi), ma anche dalla capacità di reclutamento delle fibre muscolari a contrazione rapida, e dall’abilità di sincronizzazione di tutti i muscoli coinvolti nel gesto. Per riuscire a sviluppare queste condizioni risulta basilare l’ipertrofia del muscolo, sviluppata nella fase precedente, mentre diametro, filamenti di miosina e contenuto proteico nei ponti trasversi, dipenderanno dal volume e dalla durata dell’allenamento di forza massima. Infine, la sincronizzazione e la coordinazione delle varie unità motorie avverrà con la pratica, attraverso la ripetizione nel tempo degli esercizi proposti.





POTENZA

Il generale aumento della forza, conseguito nelle fasi precedenti, non rappresenta un beneficio diretto per la prestazione atletica. Per questo motivo è necessario sintetizzare i miglioramenti precedenti e trasformarli in Potenza o resistenza muscolare, il che ci permetterà di arrivare ad avere ottime prestazioni. I fattori determinanti per compiere con successo la fase di trasformazione sono la sua durata ed i metodi specifici per convertire gli aumenti generali della forza nella forza specifica per ogni disciplina sportiva.
Uno dei vantaggi principali di questo allenamento è che viene “allenato” il sistema nervoso: diminuendo il tempo necessario per il reclutamento di unità motorie e soprattutto di fibre a contrazione rapida, ed aumentando la tolleranza dei neuroni motori ad elevate frequenze di stimoli nervosi.

LEGGI DI PIÙ

Al di fuori del campo scientifico, la potenza viene definita in modo preciso come “forza, resistenza, intensità”. In fisica, però, la Potenza viene definita in modo preciso come “la quantità di lavoro svolto nell’unità di tempo”, in cui il Lavoro consiste nel prodotto della forza esercitata su un soggetto e la distanza percorsa dall’oggetto nella direzione in cui la forza viene esercitata. La potenza può anche essere calcolata come il prodotto tra la forza su un oggetto e la velocità dell’oggetto nella direzione in cui la forza viene esercitata, o il prodotto tra la velocità dell’oggetto e la forza sull’oggetto nella direzione in cui l’oggetto sta viaggiando:

Potenza = Forza x Velocità

Vista la grande intensità richiesta, bisognerà concentrarsi su pochi esercizi, tecnicamente validi ed il più possibile vicini al gesto atletico. 

Per esprimere potenza non è importante avere tanto volume muscolare, ma essere in grado di contrarre i muscoli in tempo breve (allenare un aumento della velocità di produzione della forza) .





QUALI SONO I VANTAGGI

Il programma di allenamento è altamente specializzato in quanto si studia prima la parte del corpo che occorre sollecitare, per poi lavorare in profondità fino a raggiungere il singolo muscolo.
L’innovazione principale di questo metodo è che viene “allenato” il sistema nervoso: diminuendo il tempo necessario per il reclutamento di unità motorie e soprattutto di fibre a contrazione rapida, ed aumentando la tolleranza dei neuroni motori ad elevate frequenze di stimoli nervosi.

Contattaci per una consulenza gratuita

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.