OSTEOPATIA E BIOTIPOLOGIE

  • 11/10/2017

BIOTIPOLOGIE E OSTEOPATIA

 

OSTEOPATIA E BIOTIPOLOGIE

Nel 1940 lo psicologo e medico statunitense William Herbert Sheldon in seguito a degli studi identificò una classificazione biotipologica i Biotipi o Somatotipi, le sue ricerche sono poi state perfezionate negli anni 50/60 da altri studiosi, Richard W. Parnell e Barbara H. Heath e J.E. Lindsay Carter, che crearono dei metodi di misurazione antropometrica per stabilire l’appartenenza di un soggetto a un determinato somatotipo. 

Sheldon sostenne che il corpo umano doveva essere classificato in base al contributo relativo di tre elementi somatici fondamentali, dal nome dei tre foglietti embrionali: l’endoderma (da cui si sviluppa l’apparato digestivo e respiratorio), il mesoderma (da cui origina il muscolo scheletrico, il cuore e i vasi sanguigni) e l’ectoderma (da cui origina la pelle e il sistema nervoso). 

In associazione con questi biotipi Sheldon teorizzò la psicologia costituzionale, scienza che collega le diverse costituzioni con i tipi di temperamento.

I biotipi costituzionali possono essere generalmente nominati col nome di biotipi, morfotipi, somatotipi e tipi costituzionali.

Endomorfo: caratterizzato da un aumentato deposito di grasso, una vita larga e una struttura ossea robusta. L’endomorfo è maggiormente predisposto a immagazzinare grasso.

 

 

CARATTERISTICHE

 

Fisiologiche 

  • facile crescita muscolare
  • facile accumulo di grasso
  • difficoltà a perdere peso
  • metabolismo lento
  • maggiori capacità digestive
  • maggiore tendenza a patologie cardiovascolari
 

 

 

Fisiche

  • maggior sviluppo dell’apparato digestivo
  • deposito adiposo superiore alla media
  • forma tondeggiante
  • ossatura robusta
  • vita larga
  • muscolatura sottosviluppata
  • addome protuberante
 

 

 

Psichiche 

  • emotivo
  • socievole
  • estroverso
  • rilassato
  • tollerante
  • pigro
  • sedentario

 

Mesomorfo: caratterizzato da ossa di medie dimensioni, tronco solido, bassi livelli di grasso corporeo, spalle larghe a vita stretta, solitamente denominato tipo muscolare. Il mesomorfo è tendenzialmente predisposto a sviluppare la muscolatura, ma non a immagazzinare grasso.

 

 

 

CARATTERISTICHE

 

Fisiologiche

  • fisicamente dotato
  • adatto all’attività fisica
  • buona forza muscolare
  • facile crescita muscolare
  • metabolismo attivo
  • facili variazioni di peso
  • postura diritta
 

Fisiche

  • apparato muscolare sviluppato
  • apparato scheletrico sviluppato
  • tessuto connettivo sviluppato
  • poco grasso corporeo
  • cute spessa
  • spalle larghe
  • fianchi stretti
 

Psichiche 

  • attivo
  • aggressivo
  • competitivo
  • dominante
  • sicuro
  • impegnato

 

 

Ectomorfo: caratterizzato da muscoli e arti lunghi e sottili e un ridotto accumulo di grasso, di solito indicato come sottile. L’ectomorfo non è predisposto a immagazzinare grasso o a costruire muscolo, quindi i gradi di appartenenza all’ectomorfismo delineano la tendenza al mantenimento di un corpo sottile, magro, poco muscoloso e longilineo di un soggetto.

 

CARATTERISTICHE 

 

Fisiologiche

  • metabolismo iperattivo
  • difficoltoso accumulo di grasso
  • difficoltosa crescita muscolare
  • difficoltoso accumulo di peso
  • tratto digestivo carente
  • generali tendenze cataboliche
 

Fisiche

  • struttura fragile
  • longilineo
  • esile
  • ossa sottili
  • arti lunghi
  • zone superficiali sviluppate
  • muscolatura sottosviluppata
  • bassissimi livelli di grasso corporeo
 

Psichiche 

  • razionale
  • intelligente
  • passivo
  • riservato
  • introverso
  • timido
  • ipersensibile
  • solitario

 

Tali modelli sono stati valorizzati nel campo della psicologia e criminologia per la loro connessione con i tipi psichici, ma anche nel mondo della medicina naturale, delle discipline olistiche, dello sport e del fitness per cercare di individuare il tipo di trattamento, le attività, le metodiche di allenamento, nonché il regime alimentare, più adatti all’individuo.

UTILIZZO IN OSTEOPATIA

L’osteopatia si avvale enormemente della classificazione biotipologica, grazie alla quale è in grado di integrare le informazioni già apprese in anamnesi e nell’osservazione per avere così un quadro ancora più accurato di quali sono le tendenze disfunzionali dell’organismo; così facendo l’osteopata è in grado di utilizzare le tecniche e le strategie terapeutiche più idonee e più efficaci anche in base alla biotipologia del paziente andando quindi sempre verso la sua fisiologia.

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